Le bugie hanno le gambe corte, soppressa l’Agenzia del Terzo Settore

30 gennaio 2012 alle 10:47 | Pubblicato in Uncategorized | Lascia un commento

C’è solo da esclamare: “Avevamo ragione”.  Il 6 Dicembre scorso Reach Italia tramite un comunicato stampa denunciò la chiusura dell’Agenzia del Terzo Settore (clicca qui per leggerlo), un ente che ha svolto un lavoro importante sia riguardo all’indirizzo regolamentare che all’opera di vigilanza e controllo. Tante ONG si sono mobilitate, il risultato fu che il Governo smentì la notizia. Le bugie, però, hanno le gambe corte; infatti, sabato scorso il ministro Elsa Fornero ha confermato, in occasione di un convegno sui servizi per l’infanzia organizzato dal consorzio Pan a Milano, la chiusura del suddetto ente. «Ci dispiace, ma bisognava fare per forza questa operazione. Fare un’altra authority non sarebbe stato possibile. Tenerla in vita così come è sarebbe stata la riprova che in Italia non si può chiudere niente»- ha dichiarato il ministro.

Uno degli obiettivi del Governo Monti per risolvere l’annosa questione del debito pubblico è combattere l’evasione fiscale, ma forse non si conosce abbastanza la storia del terzo settore per capire che, cancellando l’Agenzia, si rischia di fare un “regalo” a chi pensa di utilizzare le Onlus per evadere le tasse.

Chiediamo al Governo di tornare indietro su questa decisione considerata un disastro da chi conosce bene il mondo del terzo settore; questa volta, però, senza bugie…

La Redazione

Per info:

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La cooperazione internazionale per la rivoluzione culturale

26 gennaio 2012 alle 13:22 | Pubblicato in Uncategorized | Lascia un commento

In un momento storico in cui il governo Monti si allinea al processo d’umiliazione della cooperazione internazionale, tagliando i fondi e mettendo in difficoltà tante ONG a condurre i propri progetti, Reach Italia Onlus propone un blocco unico per la rivoluzione culturale tramite il nostro operato. E’ necessario compiere un’operazione di verità al cospetto di un Governo che ha impreziosito la propria immagine con il ministro alla cooperazione internazionale, ma poi ha tolto i fondi alle ONG, dirottando in maniera diversa rispetto agli usi previsti dalla legge 222/85

La cooperazione internazionale ridisegna i parametri dei rapporti internazionali, mette al centro le esigenze umane piuttosto che lo spread, i debiti e crediti di Stato, la Borsa e gli interessi di banche e multinazionali. La crisi economica è ormai un fattore strutturale che ha mandato in frantumi anche un modello culturale che propone l’accumulazione quantitativa e non il benessere sociale come “stella polare” da seguire, insegna a vincere sotto il profilo della competitività ma mai a cercare di comprendere come far crescere chi è più in difficoltà perché non ha la possibilità di garantirsi i diritti essenziali a causa dell’operato di multinazionali che saccheggiano le risorse a disposizione dei popoli dell’Africa. Molto spesso ciò avviene anche attraverso guerre e crudeli violenze. I “cooperanti”, invece, lavorano per dare alle persone ciò che sembra scontato ma non lo è: terra, acqua, garanzie sanitarie ed integrazione alimentare. Reach Italia ha inviato quest’appello a tutte le ONG italiane più rappresentative perché è sempre più necessario un blocco unico perché la cooperazione internazionale è la “stella polare” di una rivoluzione culturale necessaria per ridare linfa ad un mondo in piena crisi.

 

Per info:

Fabrizio Fratus

Resp. Comunicazione Reach Italia Onlus

Tel. 3391882063

[FOTO] Stefani canta per Reach Italia

26 gennaio 2012 alle 10:02 | Pubblicato in Uncategorized | 1 commento

Sabato scorso al Teatro “Ariberto” di Milano il noto cantante Daniele Stefani si è esibito per Reach Italia. Un grande successo per la nostra associazione, i fondi raccolti sono stati devoluti al sostegno a distanza dei bambini in Africa.
Vi proponiamo alcune foto dell’evento:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La Redazione

Foto di Valeria Portinari

 

 

 

Cooperazione internazionale, il fine è la rivoluzione culturale

26 gennaio 2012 alle 09:05 | Pubblicato in Uncategorized | Lascia un commento

Sempre più spesso si sente parlare di cooperazione internazionale e di co-sviluppo ma poche volte si comprende quale effettivamente il suo obiettivo finale. Vi sono diverse associazioni che operano nel settore della cooperazione e quasi tutte si muovono con una unica idea di fondo: un mondo migliore è possibile. Mentre una parte di mondo in questi ultimi decenni si è molto arricchita e ha vissuto nel benessere in altre parti la povertà è aumentata creando vere e proprie migrazioni. La consapevolezza del mondo occidentale, quello consumista e ricco, di impoverire intere popolazioni per soddisfare interessi di nicchia e di lusso non è compreso dalla maggior parte della popolazione di Europa e Stati Uniti.

Anche da noi è giunta la crisi data dall’insostenibilità di un modello economico basato sull’utilizzo indiscriminato delle materie prime, un modello che la natura ha rifiutato.
La cooperazione internazionale è lo strumento per rivitalizzare tutto il globo tramite una maggiore consapevolezza sociale, grazie alla sensibilizzazione da parte di tutte le ONG che sviluppano azioni solidaristiche d’ampio respiro.
L’obiettivo delle associazioni è quello di una Rivoluzione Culturale che integri l’indipendenza e l’autodeterminazione di ogni popolo in un progetto globale per un mondo migliore in cui tutti vivano in modo dignitoso.

Nel mondo della finanza creativa, del proliferare di meccanismi economici che fuoriescono dall’economia reale e diventano nel gioco della borsa le armi conosciute dagli speculatori, la cooperazione internazionale ridisegna i parametri dei rapporti internazionale.
Al centro dei “cooperanti” non ci sono più le materie prime, i debiti e crediti di Stato, gli interessi su titoli e le manovre delle banche al centro dell’agire, ma le esigenze delle persone, soprattutto di coloro che sono più in difficoltà. E’ evidente che ormai la crisi, al contrario di quanto sostenevano tanti illustri economisti, è un fattore strutturale e non congiunturale dell’economia occidentale.

Con essa va in frantumi anche un modello culturale che propone l’accumulazione quantitativa e non il benessere sociale come “stella polare” da seguire, insegna a vincere sotto il profilo della competitività ma mai a cercare di comprendere come far crescere chi è più in difficoltà perché non ha a disposizione le risorse per autodeterminare la propria vita, garantendosi i diritti essenziali.
I progetti di tante ONG hanno proprio il concreto scopo di migliorare la vita quotidiana, partendo da ciò che sembra scontato ma non lo è: la terra, l’istruzione, l’acqua, la salute.

Penso al recupero delle terre attuato da Reach Italia, ONG con sede centrale a Milano ma ramificata in tutt’Italia, che ha ridato fertilità a tanti ettari sottratti al deserto del Sahel Burkinabè. Il sistema ideato dall’ingegnere Venanzio Vallerani, che attraverso lo scavo di microbacini utilizza l’acqua naturale per ridare vitalità ai terreni, è la base su cui sta ricostruendo lo sviluppo della regione dell’Oudalan in Burkina Faso.
L’appello è di approcciarsi al mondo della cooperazione internazionale con lo spirito che merita, cioè considerandola come la “stella polare” di una rivoluzione culturale necessaria per ridare linfa ad un mondo in piena crisi.

Ciro Troise

Dona il 5×1000 a Reach Italia, puoi fare la differenza!

25 gennaio 2012 alle 13:44 | Pubblicato in Uncategorized | Lascia un commento

Quotidianamente siamo impegnati nell’aiutare i bambini dei Paesi in cui operiamo. Garantire loro il diritto all’istruzione è essenziale per regalare una prospettiva di vita diversa. Sostieni Reach Italia nel modo più semplice: donando a noi il 5×1000. Codice Fiscale: 97061580151. Il 5×1000 è una scelta opzionale, non obbligatoria. A te non costa nulla, ma per chi ha bisogno può rappresentare la differenza. Dona il 5×1000 a Reach Italia.

La Redazione

Le iniziative sui territori per Gennaio e Febbraio: ecco quelle di Pisa e Cesena

20 gennaio 2012 alle 10:44 | Pubblicato in Uncategorized | 1 commento

Reach Italia non si ferma mai; tra le sezioni più impegnate sicuramente quelle di Pisa e Cesena:
Il 25 Febbraio nella realtà toscana ci saranno due edizioni della tombola per la solidarietà, rispettivamente presso il Circolo Arci di San Giuliano Terme e il circolo Csi di Asciano.  I fondi raccolti saranno devoluti al progetto “Una marcia in più” per potenziare il centro di formazione meccanica a Ouagadougou.
Domenica 26 Febbraio, invece, presso la sede Reach Italia di Cesena, in Via Carlo Emilio Gadda, 300, ci sarà invece il torneo di burraco a partire dalle ore 15. Il denaro raccolto sosterrà il progetto “Mense Scolastiche”,  che prenderà corpo nel corso del 2012.

La Redazione

Monti scippa i fondi alle Ong

20 gennaio 2012 alle 09:31 | Pubblicato in Uncategorized | Lascia un commento

E ci risiamo, cambiano i governi ma non la sostanza, si cerca sempre di fare i furbetti. Il governo Monti ha deciso di dirottare i fondi disponibili (145 milioni) per usi diversi da quelli previsti per legge. Da subito le organizzazioni e le federazioni Ong, insieme alle associazioni, si sono subito attivate per criticare questa scelta dell’esecutivo che va proprio nella direzione opposta ai presupposti presentati all’insediamento del governo stesso, cioè quelli di rilanciare la cooperazione internazionale.
La risposta del governo è quanto meno pretestuosa, come si fa ad affiancare cooperazione internazionale ai problemi della protezione civile e delle carceri? Inoltre i conti non tornano, mancano all’appello 24 milioni di euro in quanto alla protezione civile sono stati devoluti 64 milioni e 57 alle carceri.

La ripartizione dei fondi si basa sulla legge 222/85 e le organizzazioni non profit, a causa di questa decisione da parte del Governo, dovranno abbandonare migliaia di progetti recando un danno incredibile al terzo mondo e anche alle associazioni che hanno sviluppato lavoro di progettazione, delle aspettative nei beneficiari che non potranno essere soddisfatte. Tutto viene cancellato a prescindere da leggi e regole. Così non si dà un bell’esempio al cittadino; uno Stato che non è in grado di operare con le sue leggi è già fallito.
Su Twitter, oggi stesso, è cominciata una petizione che dice:  “Chiediamo al governo di fissare regole certe per la ripartizione dell’8×1000 a diretta gestione statale. Anche quest’anno infatti i 145 Milioni disponibili sono stati utilizzati a piacimento dal governo senza tenere fede agli scopi previsti della legge 222/85 (fame nel mondo, beni culturali, assistenza rifugiati, calamità naturali). Chiediamo che entro il 15 marzo (data di scadenza per la presentazione dei nuovi progetti) vengano date certezze alle organizzazioni e agli enti che possono accedere alla ripartizione dei fondi attraverso bando pubblico”.
Attendiamo che il buon senso, il rispetto del lavoro e delle regole faccia parte di questo nostro Paese.

Fabrizio Fratus
Resp. Comunicazione Ong Reach Italia

Fonte: Voce d’Italia

Il 21 Gennaio Daniele Stefani in concerto per Reach Italia

19 gennaio 2012 alle 09:51 | Pubblicato in Uncategorized | 1 commento

Daniele Stefani, cantante abituato a calcare i grandi palcoscenici per concerti all’estero, mentre in Italia è da ricordare la sua partecipazione al Festival di Sanremo nel 2003, mostra ancora la sua straordinaria sensibilità. Dopo il singolo “Oltre ogni senso”, brano accompagnato da un videoclip in cui le parole, oltre ad essere cantate, vengono raccontate attraverso il linguaggio dei sordo-muti: la LIS, Stefani scende in campo per la solidarietà.

Il 21 Gennaio alle 21:30 il noto cantante Daniele Stefani si esibirà in concerto al Teatro Ariberto di Milano in Via Daniele Crespi, 9 (nei pressi di MM2-Sant’Agostino). Il prezzo del biglietto è di 15 euro e la serata andrà a sostegno di Reach Italia Onlus. I fondi raccolti saranno devoluti al sostegno a distanza dei bambini che vivono nelle zone in cui opera la nostra associazione. E’ un’occasione importante per vivere una bella serata di buona musica e solidarietà, contribuendo così a dare la speranza di un futuro migliore a chi combatte quotidianamente tra mille difficoltà in luoghi in cui c’è bisogno di tutto ed il vostro sostegno può essere già il primo passo.
Per informazioni sulla prevendita on-line si può scrivere ad info@ddmevents.it, mentre si possono acquistare i tickets alla sede della DDM Events in Corso Magenta, 52. Si può scoprire tutto il repertorio di Daniele Stefani e deliziarti con le sue canzoni su www.danielestefani.com.

Fonte: Ciro Troise per la “Voce d’Italia”

 

I racconti dall’Africa- quarta puntata: A lezione a Ouagadougou

18 gennaio 2012 alle 09:26 | Pubblicato in Uncategorized | 2 commenti

Il Centro di Formazione Meccanica si trova a circa 1 Km dalla Sede africana di Reach Italia situata a Ouagadougou, capitale del Burkina Faso. E’ stato progettato e costruito da Reach nel 2005. Il colore che prevale è un allegro arancione, intervallato dal blu delle finestre. Gli uffici amministrativi occupano l’edificio a un piano alla destra del cortile, le aule sono al primo piano nell’edificio di sinistra, e infine il grande cortile, in parte coperto, funge da garage e da “pratica” per gli allievi. Il percorso scolastico si articola in tre anni alla fine dei quali si tenta l’esame statale per ottenere il certificato di meccanico professionista, e di conseguenza un buon lavoro. La scelta di chiudere il numero degli studenti permette al maestro di seguirli con estrema attenzione, anche perché solitamente vengono prediletti i ragazzi con difficoltà scolastiche e talvolta cognitive, al fine di aiutare chi avrebbe davanti a sé un futuro piuttosto incerto, o comunque certo di non trovare gran ché come lavoro. Il minimo scolastico richiesto per accedere al Centro di Formazione Meccanica è il diploma della Scuola Elementare. Io ce l’ho, e oggi sono una studentessa del secondo anno.

Ore 7.30. La giornata inizia spazzando il cortile con una piccola scopa di paglia senza manico che vedo spesso utilizzare in giro per la città. Il mio metro e settantasei di altezza si domanda cosa abbiano gli africani contro un bel manico di legno, ma qui conta l’essenziale, e va già bene che ci sia la scopa.

Ore 8.00. Tutti in classe. I miei compagni indossano sopra i loro abiti una divisa composta da pantaloni e camicia blu fornita da Reach. Sembrano già dei veri meccanici! In classe siamo dieci me compresa, due sono assenti. Benedict, la mia compagna di banco, mi spiega che hanno lezione due o tre giorni a settimana per alternarsi agli studenti del terzo anno in quanto il maestro è uno solo per tutti. La classe ha banchi in legno bianco, le sedie in metallo che fanno rumore quando le sposti, le mattonelle nuove, le pareti intonacate e una grande lavagna nera. E’ decisamente la classe più bella che io abbia mai visto in Africa, c’è persino il proiettore per i lucidi! Arriva il maestro e inizia la lezione di Matematica Professionale. Problema: un automobilista fa il pieno al serbatoio della sua macchina con 60 litri di benzina a Bitou (una città), poi parte per Ouagadougou che dista 200 chilometri. Una volta arrivato constata che nel suo serbatoio restano ancora 2/3 di carburante. Calcolare il consumo di carburante per percorrere 100 chilometri. Nel manuale del costruttore della sua auto, il consumo indicato è 3/4 del consumo reale da lui effettuato. Calcolare il consumo indicato nel manuale.

Dopo aver scritto in bella calligrafia alla lavagna il problema, il maestro inizia a spiegarne la soluzione. Riempie una buona parte della grande lavagna nera con numeri e calcoli. Quasi nessuno prende appunti ma sono tutti molto attenti. Alla fine il maestro chiede se qualcuno non ha capito e in quattro alzano la mano. Con grande pazienza la spiegazione viene ripetuta passo per passo. Ho capito persino io che in matematica avevo 4 fisso in pagella! La lavagna viene cancellata da uno studente con una spugna bagnata.

Ore 10.00. Ricreazione. Ne approfitto per fare due chiacchiere con i miei compagni. Chiedo se qualcuno ha qualcosa da mangiare, mi guardano come se fossi matta: si mangia a pranzo mica a ricreazione! Così scopro che la metà degli studenti non ha fatto colazione, e che alcuni devono fare un’ora e mezza di bicicletta per arrivare al Centro. Io stamattina ho divorato due fette di pane e marmellata e sono venuta in motorino nonostante abiti a meno di un chilometro…mi vergogno un po’.

Ore 10.15. Riprendono le lezioni. Il maestro fa mettere tutti gli zaini e i quaderni in un angolo della classe poi comincia a sparpagliare gli allievi mettendone uno per ogni banco, infine distribuisce un foglio bianco a ciascuno. Compito in classe: aiuto!!! Bisogna risolvere il problema spiegato nella prima parte della mattinata, con la piccola variazione di un valore. Si respira l’aria di cervelli in fermento e ansia da prestazione tipica dei compiti in classe di tutto il mondo. Qualcuno azzarda il passaggio di un bigliettino, quasi quasi gli chiedo se lo fa vedere anche a me!

Ore 10.45. Finisce il tempo a disposizione e il maestro raccoglie i compiti. Poi sceglie uno studente non troppo promettente e lo invita a svolgere il problema alla lavagna. Il silenzio imbarazzante viene rotto dal maestro che chiede l’aiuto di un altro studente non proprio geniale. Con molta fatica e altrettanti aiuti il problema viene sciolto ricoprendo di gesso bianco la lavagna nera. Il maestro mi spiega che molti allievi hanno fatto male la Scuola Elementare ripetendo diverse volte le classi, e che quindi si portano dietro le lacune accumulate. “Non è un lavoro facile”, sospira, “ma ci proviamo.”

Ore 12.00. Si mangia! Il pranzo è pagato da Reach e quindi garantito per tutti. Un alunno a turno va a prendere i grandi pentoloni da una piccola mensa vicina. Oggi c’è riso (stracotto) e salsa di pomodoro e carne. Il cibo viene diviso da due allievi in grandi piatti di plastica e tutti iniziano a mangiare con le mani. Qualcuno ha pietà di me e mi dà un cucchiaino, lo ringrazio. Non c’è un refettorio né un tavolo, si mangia dove si trova posto tra una macchina da aggiustare e un bidone di benzina, ma almeno si mangia tanto e bene. L’aria è allegra, i ragazzi parlano e scherzano tra di loro nel dialetto locale. Il pranzo finisce in fretta, poi qualcuno lava i piatti che serviranno anche nei giorni successivi. Nel tempo libero, prima della ripresa delle lezioni, i ragazzi lavano le macchine del garage, spostano i pezzi, passano gli attrezzi ai meccanici, il tutto in un clima gioviale e sorridente.

Ore 15.00. Si torna in classe. Il maestro scrive alla lavagna cinque domande relative a come riconoscere l’olio del motore, spiegare il quarto tempo del motore a scoppio, citare gli elementi del sistema di frenata, eccetera. Un altro compito in classe, questo serve per ripassare le nozioni già acquisite nel primo anno, il tutto nell’ottica del superamento dell’esame di stato per la qualifica di meccanico. Esame che viene spesso citato come spauracchio dal maestro, ma che in fondo è la vera finalità dei tre anni di studio del Centro.

Ore 16.00. Il tempo è scaduto, si raccolgono i compiti e si danno insieme le risposte.

Ore 16.45. Fine delle lezioni. I ragazzi scendono al pian terreno per aiutare i meccanici del garage negli ultimi lavori della giornata.

Domani toccherà agli studenti del terzo anno. “Siete felici che domani non c’è scuola?”, chiedo ai miei nuovi amici. Mi rispondono con un sonoro “NO”. A casa si annoiano o devono aiutare nei lavori domestici, meglio la scuola! Qualcuno mi dice che sa di avere problemi con i numeri e lo studio, ma che nella pratica se la cava bene e non vede l’ora di diventare un grande meccanico. Io glielo auguro con tutto il cuore e me ne torno a casa distrutta.

Il giorno dopo il maestro mi restituisce il compito in classe della mattina: ho preso 20/20, niente male per una che ha scelto la Facoltà di Antropologia perché non c’erano esami di matematica!

Alla prossima puntata!

Francesca Evangelisti

Solidarietà e cooperazione per lo sviluppo dei Paesi in difficoltà: il motto di Reach Italia

18 gennaio 2012 alle 08:40 | Pubblicato in Uncategorized | 1 commento

Il settimanale napoletano “Casoriadue” ha realizzato un’intervista al Dott.Ciro Troise, membro dell’Ufficio comunicazioni di Reach Italia.

Ve la proponiamo, un altro modo per conoscere le attività della nostra associazione.

Natale è trascorso da poco ma che fine hanno fatto i buoni propositi propagandati durante le feste? La fiamma della solidarietà pare accendersi ad intermittenza, come le lucine degli alberi di Natale. Smontati gli addobbi,  si ripone nello scatolone in soffitta anche l’impulso all’umanità e alla generosità, riacceso nel periodo Natalizio. Eppure c’è che di questi valori fa il cardine della propria professione.  Per far luce sul mondo spesso ignorato o erroneamente malvisto delle associazioni umanitarie, abbiamo intervistato il dott. Ciro Troise,  Comunicatore presso Reach Italia, un’organizzazione impegnata da più di vent’anni nel settore della solidarietà e del sostegno delle popolazioni dei Paesi in via di sviluppo.

Dott. Troise può spiegarci cos’è Reach Italia e di cosa di occupa?

“Reach Italia è un’organizzazione non governativa, nasce nel 1988 occupandosi principalmente di sostegno a distanza, una delle prassi virtuose sviluppatesi nel campo della cooperazione e della solidarietà che permette ai bambini delle popolazioni più povere del mondo di non vedere l’emigrazione come unica via di fuga dalla povertà, ma poter immaginare di riscattarsi nella propria Terra”.

Qual è la visione del sostegno a distanza per Reach Italia?

“”Incoraggiamo l’aiuto che ci aiuta a superare la necessità di aiuti. Ma in generale la politica dell’aiuto e dell’assistenza internazionale non ha prodotto altro che disorganizzazione e schiavitù permanente. Ci ha derubati del senso di responsabilità per il nostro territorio economico, politico e culturale”, così si esprimeva Thomas Sankara all’Assemblea Generale dell’Onu nell’1984. La nostra visione è molto vicina a quell’interpretazione, infatti, Reach Italia può contare sul personale locale in Africa. Gli sporadici viaggi di membri italiani della nostra associazione hanno il semplice scopo di rendersi conto dello stato dell’arte dei progetti di cooperazione ed in generale del lavoro compiuto. Reach Italia sostiene le popolazioni dei Paesi in cui operiamo, facendo in modo che proprio il personale locale possa seguire i progetti di sviluppo e cooperazione, superando la classica visione occidentale dell’ “andiamo a costruire, andiamo a portare”. Reach Italia crede fermamente nell’efficacia del sostegno a distanza; chiediamo ai nostri sostenitori di seguire il percorso formativo di un bambino, aiutandoli ad usufruire del diritto di andare a scuola, che uno dei nostri slogan definisce un regalo per la vita. La nostra associazione, infatti, aderisce anche al Forum Permanente per il Sostegno a Distanza (ForumSad) con un rappresentante nel Consiglio Nazionale”.

In quali progetti è impegnata ultimamente?

“Il nostro fiore all’occhiello è il progetto per il recupero delle terre. Esso consiste nell’applicare una tecnica ideata dall’ingegnere italiano Venanzio Vallerani, il “water harvesting”, che produce le condizioni adatte, con l’aiuto delle piogge naturali, affinchè si recuperino le terre a fini agricolo-pastorali. Il recupero delle terre fortemente desertificate è fondamentale per garantire sicurezza alimentare e la conservazione dell’ambiente nella regione dell’Oudalan. Il Sahel Burkinabè è una regione del Burkina Faso che soffre particolarmente il processo di desertificazione e ridare fertilità ai terreni in queste zone può essere un’importante chiave di svolta per uno dei Paesi più poveri del mondo. Una delle attività più seguite è anche “Una marcia in più”, progetto che sostiene il centro di formazione meccanica a Ouagadougou, capitale del Burkina Faso. Attualmente la scuola di formazione in meccanica attiva un ciclo formativo triennale alla volta, garantendo un insegnamento completo ed una totale attenzione agli allievi, ma l’obiettivo è di attivare più cicli triennali paralleli. La struttura della scuola è caratterizzata da un’aula studio, uno spazio destinato alla pratica su equipaggiamenti meccanici e dall’officina operativa. La “pratica scolastica” viene effettuata su mezzi della clientela dell’officina-auto del centro di formazione, in previsione vi è anche un tirocinio formativo presso l’AGKA (Associazione dei garagisti e meccanici di Kadiogo), al fine di ottenere un effettivo inserimento sul mondo del lavoro. A Dori, invece, capoluogo del Sahel Burkinabè, lavoriamo al progetto “Water and Sanitation” che punta a risanare il sistema igienico-sanitario. L’obiettivo di questo progetto è duplice: garantire attraverso la realizzazione di 500 allacciamenti privati l’acqua agli abitanti più poveri, per soddisfare i loro bisogni essenziali e, attraverso la costruzione di 330 latrine, risanare il sistema idrico, per bloccare i danni ambientali, all’igiene ed alla sanità pubblica prodotti da determinate arretratezze infrastrutturali”.

In cosa Reach Italia si differenzia dalle altre organizzazioni operanti nello stesso settore?

“Basta conoscerci anche per pochi minuti per capire che veramente la priorità del nostro impegno è rivolto ad aiutare chi soffre perché vive nelle zone più povere del mondo. Reach Italia è anche una comunità, punta sulla fiducia dei propri sostenitori, ottenuta grazie alla trasparenza delle nostre attività. Non siamo soliti tuffarci in mastodontiche e costose campagne pubblicitarie, preferiamo puntare sul potere del tam-tam di chi ci ha conosciuto e può, quindi, apprezzare il nostro impegno”.

Quando si parla di “sostegno a distanza” o di “progetti umanitari” la solidarietà spesso si accompagna allo scetticismo della gente. Pensa che questo sia assunto sia valido al giorno d’oggi? Ritiene che un’associazione come Reach Italia debba fornire delle garanzie di sicurezza e rispettabilità?

“Mi duole dirlo, ma lo scetticismo delle persone è comprensibile. La generalizzazione, però, è un esercizio sterile, inutile e dannoso. Esistono degli strumenti per individuare delle garanzie di trasparenza ed onestà. Reach Italia aderisce dal 2007 all’Istituto Italiano della Donazione, che ne attesta l’uso corretto e trasparente dei fondi raccolti. Basterebbe, quando ci si approccia al mondo della solidarietà e del terzo settore, controllare che sia presente il logo di quest’organismo per potersi fidare. Poi, purtroppo, si sceglie l’associazione a cui dare il proprio denaro per la potenza della pubblicità che riesce a inserire nelle menti delle persone i nomi di realtà, che poi giocano con l’emotività, usando per esempio ad arte il termine adozione invece che sostegno, rimandando a dei vincoli di natura familiare che non esistono. Bisognerebbe, invece, fare più attenzione alle garanzie di trasparenza ed ai contenuti espressi quando si valuta a chi affidare il proprio denaro e la volontà di aiutare chi ha bisogno”

Clicca qui per leggere Casoriadue con l’intervista realizzata da Luigia Tessitore

La Redazione

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