I racconti dall’Africa: ottava puntata. Il corso d’igiene nelle scuole

5 aprile 2012 alle 08:25 | Pubblicato su Uncategorized | Lascia un commento

Lavarsi le mani prima di mangiare è importante, lo sanno tutti, o forse no. Non tutti, o per lo meno non quelli che dovrebbero saperlo più di tutti. Per questo il corso di igiene tenuto dall’infermiere di Reach Italia Monsieur Idrissa Traore è decisamente utile nella realtà del Burkina Faso. Il corso si articola in “come e perché lavarsi le mani” e “come lavarsi i denti”. Non ridete, è un corso estremamente serio e importante! Vi spiego brevemente il perché. Una buona abitudine burkinabè è stringere la mano di chiunque si incontra, anche del commerciante che ti ha appena venduto un chilo di banane, e con le mani, lo sapete, si trasmettono milioni di germi e altre schifezze. Un’altra abitudine, meno buona ma dettata dalle ristrettezze economiche che caratterizzano la maggior parte della popolazione burkinabè, è la mancanza di utilizzo della carta igienica e la sostituzione della stessa con, appunto, le mani. Chiudiamo il quadro facendo presente che anche forchetta e cucchiaio sono un lusso occidentale, in Burkina Faso tutti mangiano con le mani. Credo che a questo punto avrete capito quanto sia importante la prima parte del corso. I denti poi non vengono presi troppo in considerazione, e spesso è solo una questione di ignoranza, di solito per lavarli si usa un piccolo bastoncino che viene masticato fino a che si sfilaccia e crea una specie di setola con la quale ci si spazzolano i denti tra un’attività e l’altra all’interno della giornata. E’ evidente il motivo per cui si vedono spesso sorrisi sdentati anche tra i più giovani. Ecco dunque come sia importante anche la seconda parte del corso di Monsieur Traore.

Arriviamo alla scuola di Tansarga verso le 8.30 del mattino. I bambini ci corrono come sempre incontro felici ed eccitati dalla visita che rompe la routine scolastica. Ci concentriamo su una classe per volta per lavorare meglio, sono comunque circa 90 bambini e già mi vedo stremata e senza voce dopo i primi 5 minuti. Vengo subito smentita dalla disciplina che dimostrano i piccoli allievi, tutti divisi in tre file nel cortile antistante la scuola. L’infermiere sceglie tre bimbi per ogni fila e gli fa sporcare le mani con del fango precedentemente preparato. La prima fila ha davanti a sé una bacinella con dell’acqua pulita e un pezzo di sapone, la seconda fila solo la bacinella con l’acqua, e la terza fila non ha niente. L’infermiere chiede ai bambini della prima fila di lavarsi le mani con acqua e sapone e poi di asciugarle in un pezzo di carta assorbente che distribuisce loro. Lo stesso ai bambini della seconda fila e agli ultimi chiede di pulirsi le mani solo con la carta assorbente. Finita questa operazione l’infermiere mostra i pezzi di carta a tutti i bambini, evidentemente il più pulito è quello dei bambini che hanno avuto a disposizione acqua e sapone. I bambini sembrano aver capito e ripetono in coro dopo l’infermiere che “ci si lavano le mani con acqua pulita e sapone”! I bambini rientrano in classe seguiti da Monsieur Traore che tiene una lezione teorica sul tema e alla fine assegna come compito a casa la redazione di un riassunto e un disegno sulla mattinata passata insieme, la loro mente deve assorbire bene queste importanti informazioni.

Il giorno seguente è la volta dei denti, la classe è la solita di ieri. L’infermiere come prima cosa chiede ai bambini quanti di loro hanno uno spazzolino da denti, solo 19 alzano la mano, non ci posso credere! E di questi 19 solo la metà sa usarlo in maniera abbastanza corretta. Segue una lezione teorica e pratica sull’importanza e l’utilizzo dello spazzolino da denti, che si conclude con la distribuzione di uno spazzolino a ciascun bambino. Il solito riassunto e disegno chiudono la giornata.

Prima di lasciare la scuola l’infermiere fornisce ogni classe di una bacinella e un pezzo di sapone: i bambini si dovranno lavare le mani ogni volta che vanno al bagno e prima di mangiare, sarà compito degli insegnanti sorvegliare che tale attività venga rigorosamente osservata. Speriamo sia così, ma in un paese dove l’acqua scarseggia buona parte dell’anno non è evidente il pieno successo di tale attività.

La prossima volta che aprite il rubinetto del bagno per lavarvi le mani o i denti ricordatevi dei bambini (ma anche degli adulti!) del Burkina Faso. Di come sia difficile per milioni di persone trovare quell’acqua che esce felice dal vostro rubinetto. Di quante vite si potrebbero salvare con il gesto semplice e scontato di lavarsi le mani. Non sentitevi in colpa, ma privilegiati sì. E se volete condividere i vostri privilegi stando certi dei risultati vi invito a sostenere i progetti di Reach Italia, anche il gesto più piccolo quando arriva quaggiù si trasforma in un grande regalo. Grazie a tutti!

Alla prossima puntata!

Francesca Evangelisti

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