A Milano le storiche “stranezze” sui bandi

14 maggio 2013 alle 10:12 | Pubblicato su Uncategorized | 1 commento

50410_sala-del-consiglio-comunalePiù di un anno fa c’è stata una svolta politica riguardo all’amministrazione comunale di Milano. “E’ cambiato il vento”, annunciavano i vittoriosi esponenti dello schieramento del sindaco di Pisapia. Il cambiamento sembra non aver coinvolto la gestione dei bandi, anche quelli a cui possono partecipare le onlus; ci sono giunte varie segnalazioni in cui si riscontrano le storiche “stranezze”. L’ultimo episodio risale alla giornata di ieri, lunedì 13 Maggio; nella procedura per l’assegnazione di otto spazi per strutture commerciali o garage nella sede di Via Larga, 12, si sono verificate delle irregolarità.
Il regolamento vietava la presentazione di un assegno durante l’apertura delle buste; anche eventuali fidejussioni bancarie andavano consegnate prima dell’asta per l’assegnazione. Tutto ciò è stato tradito davanti agli altri partecipanti; ha prevalso, infatti, una società che ha inserito nella busta chiusa dell’asta un assegno, violando apertamente la procedura prevista dal bando che prevedeva chiaramente la pena dell’esclusione per questo comportamento. Questa situazione ha scosso i rappresentanti delle altre realtà interessate; infatti, il presidente di Reach Italia Onlus Carlo Schino e il responsabile della comunicazione Fabrizio Fratus hanno esposto le proprie rimostranze alla presidentessa che dirigeva la gara per l’assegnazione degli spazi. “Conta la sostanza” è stata la risposta dell’ente pubblico che dovrebbe avere come priorità assoluta il rispetto delle regole e la trasparenza nell’applicarle. Alcune domande sorgono spontanee: a cosa servono i regolamenti se poi non sono fatti rispettare da chi è preposto a tutelarli? Perché predisporre un’organizzazione di questo tipo quando poi conta “la sostanza”, cioè chi in qualsiasi momento presenta l’offerta più alta nei modi non consentiti dai regolamenti? Sarebbe il caso di riflettere su quanto accaduto e verificare sul corretto andamento delle iniziative organizzate, soprattutto in un settore delicato come quello dei bandi pubblici.

Fonte: Ciro Troise per “La Voce d’Italia”

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