Schino: “Plumpynut ci ha permesso di aiutare centinaia di bambini”

6 febbraio 2014 alle 10:59 | Pubblicato su Uncategorized | Lascia un commento

Plumpynut è un integratore alimentare che può aiutare i paesi più poveri del mondo a combattere una grave problematica come la malnutrizione. Reach Italia in collaborazione con la multinazionale francese Nutriset si è impegnata a spedire in Burkina Faso e Congo una grande quantità di questo prodotto, compiendo un’azione molto efficace in termini di solidarietà. Per saperne di più, abbiamo intervistato il presidente di Reach Italia Onlus Carlo Schino.

bambini reach italiaAbbiamo appreso dai social network della collaborazione tra Reach Italia e Plumpy Nut. Ci racconti meglio questo strumento? Che potenzialità ha?

“In realtà la collaborazione è fra Reach Italia e Nutriset, l’azienda francese produttrice da 25 anni di prodotti per il trattamento e la prevenzione della malnutrizione laddove i bambini soffrono di malnutrizione.
Il tutto è nato qualche mese fa; avevo contattato la Nutriset tramite il loro sito chiedendo alcuni costi per la fornitura di Pumply Nut da spedire in Congo e precisamente nella località di Songa. In quelle zone i problemi di malnutrizione acuta sono enormi e per questo avevo visto in questo prodotto l’unica possibilità di intervenire concretamente. Purtroppo poi ho dovuto desistere in quanto il costo del prodotto sommato a quello del trasporto raggiungeva una cifra troppo elevata per la nostra associazione.
Ad ottobre del 2013 è stata invece la Nutriset a contattarci, informandoci che una volta all’anno organizzava una donazione di prodotti per incoraggiare le associazioni come la nostra. E così abbiamo avuto a disposizione 17 705.40 Kg di Plumpynut, 15 414.60 Kg di Plumpy’Sup® ² e 666.12 Kg di Enov’Nutributter, per un totale di circa 240.000 pz. Con una quantità di prodotto così elevata si possono aiutare centinaia di bambini”


Quali sono i paesi in cui sarà spedito quest’integratore alimentare?


“I prodotti sono stati spediti lo scorso 20 gennaio in Burkina Faso e nella Repubblica Democratica del Congo”


Qual è stato l’impegno di Reach Italia per aiutare con Plumpynut tanti bambini malnutriti?

“Reach Italia s’impegna ogni giorno contro la malnutrizione in Africa. Con questo prodotto vogliamo intervenire ancora più concretamente cercando di risollevare, anche se in minima parte, le situazioni più critiche che si presentano all’interno dei paesi in cui interveniamo. Il PlumpyNut, dall’aspetto di un panetto di burro, è composto da farina di arachidi, zucchero, grassi vegetali, latte in polvere (scremato), con aggiunta di sali minerali e vitamine (A, C, D, E, B1, B2, B6, B12), biotina, acido folico, acido pantotenico, niacina (B3).
Un panetto pesa 92 grammi e contiene circa 500 calorie. Permette di recuperare peso in tempi molto rapidi (fino a 500 e più grammi a settimana), processo indispensabile nel trattamento terapeutico di un bambino gravemente sottopeso per malnutrizione acuta. I protocolli terapeutici prevedono che un bambino gravemente denutrito possa assumere da 2 a 8 confezioni di Plumpynut nei primi tre giorni di terapia, passando nelle settimane successive a una dieta in cui il Plumpynut viene associato ad altri alimenti. Il grande vantaggio del Plumpynut è che non ha bisogno di essere diluito, eliminando così il rischio di malattie dovute all’acqua impura o alla mancanza di acqua. I bambini possono succhiarlo direttamente dalla confezione, evitando di toccarlo con le mani sporche. Ecco perché risulta essere il prodotto giusto”

Sei stato più volte in Africa, ci puoi dire le tue sensazioni sui tanti problemi che affliggono questo continente?

“Dalle decine di bambini che ti corrono incontro con le braccia tese per mostrare la loro voglia di conoscere il diverso, ho imparato quanto un gesto come una carezza per loro sia qualcosa di davvero importante e di quanto riempia il cuore di gioia il vedere che si riesce con poco a far sorridere un bambino.
Questa sensazione di gioia ma anche di tristezza ti si stringe nel cuore e si moltiplica visitando le scuole, dove l’incontro con le miriadi di ragazzini che danzano e ti sorridono felici, mi ha lasciato senza parole. Nei villaggi più poveri e più abbandonati, dove la povertà di donne e bambini è indescrivibile, tutti ti si accalcano intorno come se fossero quasi felici ed orgogliosi di farci vedere dove vivono e chi sono. In questi momenti prevale una sensazione di disagio, nella mia città ho molto di più di quello che mi serve per stare bene e, nonostante questo, convivo con una sensazione di insoddisfazione perenne, ora provo un grande senso di disagio nei confronti di queste persone che hanno così poco ma che comunque sono sereni vivendo giorno dopo giorno le loro difficoltà. Le difficoltà che affliggono questo continente sono molteplici ed indescrivibili. Credo che l’unica cosa da fare non sia continuare a ricordarle ma rimboccarsi le mani per affrontarle”


Cosa può fare ognuno di noi per aiutare le popolazioni più povere del mondo? 

“Personalmente credo che l’unico modo per aiutare le popolazioni più povere sia semplicemente il pensare di poter rinunciare a un pochino di quel di più che abbiamo (neanche molto insomma) per condividerlo, attraverso associazioni come Reach Italia, con quelle persone che non chiedono nulla, che ad incontrarle sanno solo dare, ma che meritano di poter vivere dignitosamente”

Come procede il lavoro di Reach Italia sulla cooperazione internazionale? In che modo s’integrano i vari progetti a cui lavorate?

“I progetti di cooperazione internazionale che stiamo sostenendo in questo momento sono aperti su molti fronti: dalle mense scolastiche nelle scuole primarie, la lotta contro l’avanzata del deserto nel Sahel nel Nord del Burkina Faso, alla costruzione e manutenzione delle scuole. Il tutto spesso è collegato perché la finalità ultima rimane quella di agire per aiutare le famiglie più vulnerabili nei paesi in cui Reach opera. Nessuno dei nostri progetti è slegato dagli altri, uno è complemento dell’altro e senza uno non potrebbe sussistere l’altro. Per esempio con il SaD, il sostegno a distanza, viene garantito il servizio scolastico, l’assistenza sanitaria e un pasto al giorno, la necessità di scuole/strutture sicure ed è qui che si inserisce il nostro nuovo progetto “Sos Scuola”. Non potrebbe sussistere il SaD laddove le popolazioni sono costrette a spostarsi per l’avanzata del deserto (vedi la regione del Sahel a nord del Burkina Faso) e così rientra il progetto “Recupero delle Terre”. Il nostro obiettivo è permettere a quanti più bambini possibili di frequentare la scuola, per avere un futuro migliore, per permettergli di saper fare un mestiere un domani, per vederli sempre sorridere”

 
Fonte: Ciro Troise per “La Voce d’Italia”

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