Quella parola “adotta” che fa tanto marketing, adesso anche sulla scuola

10 settembre 2014 alle 17:22 | Pubblicato su Uncategorized | Lascia un commento

scuola superioreHashtag e via, siamo nel mondo di Twitter, quello sintetico dei 140 caratteri. La comunicazione del web è veloce, dinamica, non dà fiato. Talvolta tale prassi, però, si porta dietro un approccio sensazionalistico. Bisogna fare notizia, colpire, impressionare anche se il messaggio mandato al donatore non è totalmente corretto, non corrisponde in maniera esatta al contenuto della campagna o della semplice iniziativa.
Il mondo della solidarietà dovrebbe spiccare per serietà in virtù della sensibilità sociale che esprime, dell’impegno messo in campo quotidianamente e, invece, soprattutto nel marketing delle grandi ong segue un’impronta di stampo aziendale, commerciale. “Bisogna convincere il cliente”, è la logica di base come se invece di parlare di aiuto alle vite umane stessimo vendendo dei prodotti.
La parola adotta è una delle esche più utilizzate, un imperativo sempre efficace perché colpisce l’aspetto emotivo del donatore. Il termine adozione prevedrebbe un vincolo affettivo, il coinvolgimento totale dell’utente che decide di aiutare un bambino, una scuola o un progetto. Presentare una semplice donazione come se fosse un’adozione è un’operazione di marketing, di maquillage nominalistico. “Non vendiamo nulla, il mondo della solidarietà non dovrebbe puntare a stimolare la curiosità del “cliente-donatore” ma avere un rapporto trasparente, costruito con un linguaggio appropriato”, commenta il responsabile della comunicazione di Reach Italia Onlus Fabrizio Fratus.
L’ultima intuizione in tal senso è il claim “Adotta una scuola” di ActionAid per la campagna “L’Italia del futuro”. Lo scopo del progetto è favorire la scuola dal punto di vista sociale, aiutare i ragazzi a svolgere attività aggiuntive alla tradizionale didattica. Un lavoro che può favorire le comunità soprattutto nei quartieri a rischio, nelle zone più disagiate. Le prime tappe sono state L’Aquila e a Reggio Calabria, il prossimo passaggio sarà Napoli con l’istituto D’Aosta – Scura, nella zona dei Quartieri Spagnoli. Attraverso “L’Italia del futuro”, ActionAid fornirà, per l’anno scolastico 2014-2015, il comodato d’uso dei libri di testo per cinquanta bambini in condizioni di particolare disagio economico, e promuoverà un laboratorio fotografico e video in sinergia con percorsi di educazione civica, alla legalità e all’attenzione al proprio territorio, oltre a uno spettacolo teatrale sul tema cibo e spreco. Tutto ciò sarà possibile grazie alle donazioni dei sostenitori; con 65 centesimi si potranno aiutare le attività di alcune scuole. Nessun adozione, quindi, nessun vincolo affettivo, nessun impegno totale per portare un istituto a svolgere una completa opera sociale sul territorio. Un’attività di sostegno, di supporto, sicuramente lodevole ma chiamiamo le cose con il loro nome, è una questione di serietà.

Fonte: Ciro Troise per “La Voce d’Italia”

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