Joseph Tondè: “Sono diventato un maestro, devo tutto a Reach Italia, ecco la mia storia”

23 gennaio 2015 alle 09:42 | Pubblicato su Uncategorized | Lascia un commento

tansarga classeLe condizioni socio-economiche dei suoi genitori rendevano complicato l’accesso all’istruzione, ma fortunatamente Joseph Tondè sulla sua strada ha trovato Reach Italia. che oggi può vantare di aver favorito gli studi di un “maestro”. Mentre un buon numero di colleghi sono tornati nei campi, nel commercio, lui è riuscito ad ottenere un Diploma in Diritto. Joseph Tondè esprime grande gratitudine a Reach Italia e prova ad aiutare altri dieci ragazzi sostenuti dall’associazione in Burkina Faso. Per saperne di più, intervistiamo Joseph Tondè per scoprire meglio la sua avventura:

Può presentarsi ai nostri lettori?


“Buongiorno! Mi chiamo TONDE’ Joseph, alunno sostenuto da REACH Italia”


Hai ottenuto il vostro Diploma in Diritto, vuol condividere con noi quali sentimenti lo animano?

“Malgrado le difficoltà e le condizioni sfavorevoli di lavoro dell’Università di Ouagadougou, uno studente che riesce ad ottenere un Diploma è naturalmente animato da sentimenti molto forti; gioia, di soddisfazione per un obiettivo raggiunto. Sin dal primo anno, ho dimostrato di voler assolutamente questo diploma universitario, grazie a Dio ci sono riuscito”

Lei è praticamente il primo “figliolo” di REACH Italia ad avere raggiunto un tale livello di studi, ci racconti un po’ la sua piccola storia con questa ONG?

“Grazie per questo complimento! La mia storia con REACH Italia è molto particolare, straordinaria. Tutto è cominciato nel 1997 quando mio padre aveva deciso d’iscrivermi alla scuola. Qualche settimana prima dell’inizio, una notizia arriva al villaggio annunciando che alcuni alunni sarebbero stati reclutati gratuitamente al CAFORMA (Centro Avventista di Formazione in Coltura di ortaggi). E’ dunque in questo centro che ho effettuato i miei primi passi in una classe. L’anno dopo, nel 1998, questo centro ha chiuso le sue porte per motivi che non conosco. Grazie a Dio ho fatto parte di alcuni alunni che dovevano essere trasferiti alla scuola primaria di Libouré per esservi sostenuti. Era previsto che dopo avere ottenuto il “Certificat d’Etudes Primaires”, il CM2 appunto, il sostegno sarebbe terminato e toccava ai nostri genitori prenderci in carico per il prosieguo degli studi, invece, sono stato oggetto di un’eccezione poiché il mio sostenitore ha rinnovato la sua volontà di accompagnarmi, senza interruzione, fino al BAC (Maturità)”

Possiamo avere un’idea di quello che ha fatto concretamente REACH Italia per te durante tutto quel tempo?


“Quello che REACH Italia ha fatto per me tutto quel tempo è inestimabile e incommensurabile. Facendo una sintesi, si è occupato di dotarmi del materiale scolastico, ha affrontato le spese mediche, mi ha garantito l’accesso alla mensa scolastica e l’abbonamento alla biblioteca”

Sappiamo che l’ONG sostiene generalmente i ragazzi fino alla classe del CM2; che cos’è secondo Lei che ha motivato il tuo sostenitore ad accompagnarti fino a questo livello di studi?


“Benché sia difficile per me potere determinare con esattezza le motivazioni, penso essenzialmente a due motivi: le difficili condizioni socio-economiche dei miei genitori e i miei risultati scolastici, avevo sempre i migliori voti della mia classe”


Sei entrato in una “relazione diretta” con il tuo sostenitore?


“E’ con profondo dispiacere e una costernazione assoluta che dico no a questa domanda Non ho più avuto sue notizie, ribadisco il mio grazie. Come ha detto Amadou Hampaté Ba nello strano destino di Wangrin, “un uomo che non sa dire grazie, così semplice che sia, fa prova d’ingratitudine”. Ha fatto tanto per me, approfitto di questo canale per comunicare la mia riconoscenza, avrei voluto stabilire un rapporto più profondo con lui”


Quali sono i vostri rapporti con gli attuali responsabili di Reach Italia?


“Ho degli ottimi rapporti con i responsabili di Reach Italia nel Burkina Faso, in particolare con la Sig.ra Ouali e il Sig. Badolo, è un onore per me, mi sento adottato dall’ong”.


Un buon numero di ragazzi sostenuti ha avuto meno fortuna, non è riuscito a raggiungere il tuo livello di studi. Hai sempre dei rapporti con questi ultimi?


“Sì, siamo praticamente tutti dello stesso villaggio”


In quali settori d’attività generalmente li incontri?


“Molti sono tornati nei campi per aiutare i loro genitori, altri sono nel settore commerciale, uno è ancora sui banchi dell’Università (Joanny Tiendrébéogo, codice 19BBA 1609) e un altro è ammesso a un concorso della funzione pubblica (Adama Congo, codice 1BBA 3303)”

Tu sei pronto per il mercato del lavoro, ci dica quali sono le sue ambizioni future?

“Nutro una grande ambizione, quella di diventare un magistrato perché è un percorso abbastanza diretto per uno studente che ha fatto studi di Diritto, ma sono consapevole che occorreranno enormi sacrifici. Accanto a quest’ambizione, conto d’iscrivermi a una scuola di formazione per prepararmi per i concorsi pubblici”


Tu sai senz’altro che Reach Italia continua a battersi per assicurare un’educazione di base a migliaia di bambini bisognosi del Burkina Faso. Hai mai pensato d’aiutare i tuoi “giovani fratelli”?


“Ho vissuto le loro stesse condizioni, conosco queste realtà, naturalmente vorrei aiutarli. Ho in mente di creare un Ufficio Nazionale degli Allievi sostenuti da Reach Italia”

Cosa ti senti di proporre a Reach Italia per migliorare il suo operato?

“Visto tutto quello che ha fatto Reach Italia per me, non credo di essere nelle condizioni di segnalare delle mancanze Ad ogni modo posso permettermi di fare qualche suggerimento nel senso di migliorare le loro prestazioni: dare maggiori occasioni agli studenti di tessere e di rinforzare i legami d’amicizia con i compagni, creare il premio di eccellenza REACH Italia per i migliori scolari ogni anno, probabilmente sarà organizzato già quest’anno. Quest’idea susciterebbe lo spirito d’emulazione degli studenti e costituirebbe una sfida importante per raggiungere il successo scolastico, favorire l’accompagnamento degli studenti almeno fino al BAC, per ridurre il tasso d’abbandono delle scuole, istituire la borsa di REACH Italia (nazionale o internazionale) per aiutare ancora di più tutti gli studenti a proseguire gli studi superiori”

Siamo praticamente alla fine dell’intervista, qual è il tuo messaggio a Reach Italia?

“A Reach Italia devo dire grazie per il xostegno. Che Dio possa dare loro lunga vita”


E all’indirizzo dei tuoi giovani fratelli sostenuti da Reach Italia che sognano d’intraprendere il tuo stesso percorso?


“All’indirizzo dei miei giovani fratelli dico che le difficoltà devono trasmettere ancora più voglia di studiare, di migliorarsi, di lavorare. Bisogna avere molto coraggio, determinazione, abnegazione, e poi l’impegno a scuola è fondamentale per meritare la fiducia dei loro sostenitori ed incoraggiare l’ONG nella sua opera”


Il tuo augurio finale?

“Auguro un felice anno a tutti, in particolare al mio sostenitore e a Reach Italia. Approfitto di quest’occasione per lanciare un appello a Reach Italia per sostenermi in questo terzo ciclo di studi. Termino con un grazie a Reach Italia per tutto quello che ha fatto per me!”

 

Fonte: M.Adama Badolo per “La Voce d’Italia”

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