“Aiutiamoli a casa loro”, la campagna di Reach Italia per il sostegno a distanza

9 settembre 2016 alle 08:26 | Pubblicato su Uncategorized | 1 commento

spillaL’ìmmigrazione è una realtà del nostro Paese, un fenomeno in espansione che finora non ha trovato risposte efficaci sotto il profilo della gestione da parte delle istituzioni. L’8,3% dei cittadini italiani è straniero, il 5,8% è extracomunitario, è il dato che emerge dall’analisi demografica della popolazione italiana. Si tratta, però, di una statistica parziale sotto il profilo sociale perché esclude un’enorme fetta della realtà dell’immigrazione: quella clandestina, naturalmente non conteggiata nei documenti ufficiali. Tale riflessione ci spinge a comprendere il quadro complessivo della questione migratoria che non può essere assolutamente considerata solo in caso di eventi tragici o in presenza degli sbarchi sulle nostre coste. Il Governo italiano investe il 92% (190.271.000 su 206.622.000 milioni di euro) delle risorse destinate al fondo sull’immigrazione nelle spese di monitoraggio e contrasto dei flussi migratori. Una strada senza respiro, capacità di strutturare un percorso a lungo termine, uno sviluppo sociale che porti a concreti miglioramenti nel corso degli anni. Una soluzione alternativa arriva da Reach Italia, una organizzazione non governativa attiva in Africa dal 1988 e che negli ultimi anni si è concentrata anche su tematiche relative al territorio italiano. “Pensare di risolvere il fenomeno dei flussi migratori in arrivo nel nostro Paese con politiche da applicare solo in Italia equivale a credere di mettere a punto una realtà gigantesca intervenendo solo a valle e non a monte. La strada è il sostegno a distanza e il cosviluppo, con Reach Italia, infatti, lavoriamo ad attività concrete e a progetti in Africa”, si esprime così Fabrizio Fratus, responsabile della comunicazione dell’ong con sede a Milano.

Reach Italia da circa ventotto anni cerca di coinvolgere le persone nel fantastico mondo del sostegno a distanza, che permette non solo di aiutare un bambino a casa sua mandandolo a scuola e permettendogli così di avere diritto almeno ad un pasto al giorno e alle cure mediche ma anche di costruire una corrispondenza, uno scambio culturale con il soggetto sostenuto.

Sono tanti i progetti che Reach Italia ha ideato e seguito in questi anni, dal recupero delle terre fortemente desertificate nel Sahel Burkinabè a “Mangio anch’io” che punta alla manutenzione e alla costruzione delle mense scolastiche in Niger, Burkina Faso, Mali e Repubblica Democratica del Congo. “Abbiamo dei report precisi, monitoriamo costantemente con i nostri referenti sul posto e con viaggi saltuari i progressi compiuti attraverso questi progetti. L’unica strada possibile è aiutarli a casa loro affinchè ogni persona abbia il diritto di immaginare il proprio futuro nei luoghi in cui è cresciuto, quelli a lui più cari. Sul nostro sito internet www.reachitalia.it ci sono tutte le informazioni sul lavoro che compiamo da ventotto anni, non resta che aiutarci nella missione di combattere la povertà e la fame nel mondo con il nostro impegno concreto e trasparente”, conclude Fabrizio Fratus. Negli uffici di Reach Italia c’è un riferimento preciso alla trasparenza del proprio agire, è l’adesione all’Istituto Italiano della Donazione che ne attesta l’utilizzo corretto dei fondi raccolti. Non resta che fidarvi, facciamo prevenzione!

Fonte: Ciro Troise per “La Voce d’Italia”

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