Burkina Faso, il reportage dal viaggio: il racconto da Dori

12 ottobre 2016 alle 10:09 | Pubblicato su Uncategorized | 1 commento

bambine insieme Burkina FasoIl viaggio è strumento di conoscenza, aiuta a capire le realtà spesso soltanto immaginate a chilometri di distanza, fa entrare nel vissuto di popolazioni che combattono quotidianamente per garantirsi una vita serena. Fabrizio Fratus e Manuela Faedda, responsabile comunicazione e progetti di Reach Italia, sono in Africa per una missione che durerà fino al 21 Ottobre con lo scopo di monitorare l’avanzamento delle attività seguite da una realtà impegnata sul sostegno a distanza e sulla cooperazione internazionale dal 1988.

Il racconto che ci arriva dal Burkina Faso è di un paese che ha aggiunto alle sue già complesse problematiche, come la povertà e la malnutrizione, il pericolo costante del fondamentalismo islamico. Durante il percorso da Ouagadougou a Dori, compiuto da Fratus e Faedda in compagnia di Allain Long, direttore di Reach Afrique, si respira l’atmosfera di tensione, pericolo e, infatti, molti occidentali sono scortati durante ogni tragitto.

Dori è nel Sahel, al nord del paese, in una delle regioni che soffre in maniera più drammatica la questione della desertificazione. Reach Italia, infatti, in questa zona è impegnata sia con il progetto per il recupero delle terre che con “Water and Sanitation”, che punta a risanare il sistema idrico e garantire l’acqua alla popolazione.

Uno dei maggiori esperti in tema di desertificazione è il prof. Giuseppe Enne che, infatti, è in Burkina Faso per rendersi conto dello stato dell’arte in merito a quest’annosa problematica.

La situazione in alcune zone del nord del Burkina Faso è veramente complicata, nelle difficoltà sociali ed economiche s’introducono i fondamentalisti a caccia del potere. E’, quindi, molto importante la solidarietà per strappare i bambini dalle insicurezze della strada garantendo loro il diritto all’istruzione. Andare a scuola spesso poi in Burkina Faso significa anche avere la possibilità di usufruire almeno di un pasto caldo al giorno e, in un paese in cui circa 40000 bambini soffrono di malnutrizione, si tratta di un’azione con una ricaduta sociale molto elevata.

La lotta al fondamentalismo islamico, al terrorismo è efficace se spezza le radici su cui poggiano la propria azione questi gruppi, quindi garantendo condizioni sociali migliori alle popolazioni sconvolte da povertà, disagi di vario tipo e dalle strategie del terrore.

Le strade giuste sono il sostegno a distanza e la cooperazione internazionale, Reach Italia le percorre entrambe in maniera integrata, con il supporto della comunità locale e viaggi periodici perché bisogna vivere certe realtà per rendersi conto in maniera concreta del valore del lavoro svolto e di tutto ciò che c’è ancora da fare per aiutare i paesi più poveri del mondo.

Fonte: Ciro Troise per “La Voce d’Italia”

 

 

 

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